mercoledì 24 settembre 2008

Torino, Roma: l’università contro la Gelmini!


La contestazione della legge Gelmini comincia a correre lungo le università italiane fin dal suo inizio: a Torino in tantissimi trasformano la prima ora di lezione in "blocco della prima ora", in centinaia partecipano all'assemblea studentesca; a Roma gli studenti dei collettivi in occasione del primo senato accademico costruiscono un pomeriggio di presenza con un sit-in per invocare il blocco della didattica.

Sit-in a La Sapienza per il blocco della didattica!
23 settembre

Dopo l'ateneo torinese è quello romano de La Sapienza a mobilitarsi contro la legge Gelmini. Oggi pomeriggio alle 14 è iniziato un partecipato sit-in contro i tagli del governo Berlusconi al fondo di finanziamento ordinario delle università, per invocare il blocco della didattica dell'anno accademico che si appresta a partire. L'iniziativa avviene nel particolare contesto romano della prima seduta del senato accademico de La Sapienza, il quale ha il compito di eleggere il nuovo rettore.

La Rete per l'Autoformazione, nel suo comunicato d'indizione dell'appuntamento, scrive: "A questa manovra, non ancora legge, la prima risposta immediata del mondo universitario era stata esplicita e radicale: "Misure inaccettabili, attueremo azioni di protesta, bloccheremo l'inizio dell'anno accademico" avevano promesso rettori, presidi e docenti riuniti alla Sapienza lo scorso 21 luglio, ricordando che questi tagli avrebbero costretto tutti gli atenei ad un vertiginoso aumento delle tasse. Oggi il Dl 112 è legge: così i meccanismi di distruzione dello stato sociale, di attacco nei confronti dell'università pubblica, i filtri dell' inclusione differenziale e i blocchi nei confronti della mobilità studentesca tentano di ridisegnare l'università della riforma fallita, del 3+2 infrantosi tra le incapacità di governo e la sottrazione ai tempi massacranti e alla dequalificazione della didattica da parte degli studenti".

Il riferimento è ovviamente alla legge Gelmini e al piccolo baccano mediatico scatenato nel luglio scorso da parte di una nutrita componente dell'università romana: oggi si esige che questa torni, pubblicamente, a esprimersi contro la "controriforma Gelmini", che blocca il turnover del personale docente e tecnico-amministrativo, che demolisce l'università pubblica con tagli pesantissimi al fondo di finanziamento rodianrio e che rende possibile la privatizzazione degli atenei, e che renda palese la sua opposizione con il blocco e la sospensione della didattica dell'anno accademico che viene.


Blocco della prima ora e assemblea studentesca a Palazzo Nuovo!
22 settembre

Inizio movimentato per l'università di Torino, attraversata, al suo via, dalla mobilitazione contro la legge Gelmini, la "controriforma" che si accinge, con la sua applicazione, a dare il colpo di grazia ad un'istituzione già malandata, affossata progressivamente nel tempo dai governi di ogni colore che si sono succeduti. Questa mattina gli studenti e le studentesse hanno agitato l'inizio delle lezioni di Psicologia, Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione mettendo in pratica le proposte uscite dall'assemblea dei ricercatori di giovedì scorso, alla quale hanno partecipato anche studenti docenti e lavoratori: blocco della prima ora e assemblea studentesca.

Il blocco ha fatto in modo che molte aule di lezione si siano trasformate in assemblee sulle criticità della legge Gelmini, le quali hanno visto sia l'intervento degli studenti e delle studentesse dei collettivi ma anche l'iniziativa autonoma di molti professori. L'atrio di Palazzo Nuovo è stato attraversato per tutta la giornata da speakeraggio, banchetti informativi, volantinaggi, tazebao e musica.

L'assemblea studentesca si è tenuta invece al pomeriggio, alle 16, all'interno della quale collettivi universitari e singoli studenti si sono confrontati sulla "controriforma Gelmini" ed hanno cominciato a delinaere una prima agenda della mobilitazione. Il prossimo incontro dell'Assemblea No Gelmini, questo il nome che si è data, sarà quello del 30 settembre. Nel frattempo continuerà il lavoro mobilitativo e informativo nelle facoltà dell'università, per costruire un'opposizione unitaria da parte dei soggetti in campo e per costruire il primo importante appuntamento: il presidio al rettorato di Torino del 6 ottobre, per esercitare pressioni nei confronti del riunito senato accademico e per esigere una sua presa di posizione contraria alla legge.


Nessun commento: