mercoledì 29 ottobre 2008

COMUNICATO ASSEMBLEA NO GELMINI 26 OTTOBRE 2008


L'Assemblea no-Gelmini, organo di coordinamento studentesco interfacoltà, che si è riunita ieri sera nella sede di Palazzo Nuovo ha ribadito la necessità di portare i contenuti della protesta al di fuori delle diverse sedi universitarie, così come è avvenuto sabato pomeriggio a Terra Madre e come sta avvenendo attraverso le lezioni in strada che sono programmate per tutta questa settimana in Piazza Vittorio, sotto la Mole, davanti al Museo Egizio, in piazza Carlo Alberto, nelle stazioni della metropolitana della città. Nei prossimi giorni, in linea con questa esigenza, l'Assemblea assumerà inoltre una forma itinerante, recandosi di volta in volta nei luoghi di lavoro, nei supermercati, nei mercati di quartiere, nelle stazioni e in altri luoghi della città.

L'Assemblea ha sentito il bisogno di esprimere in modo perentorio la sua apartiticità, rifiutandosi di subire strumentalizzazioni e cappelli istituzionali, ritenendo, piuttosto la spontaneità e la pluralità il punto di forza di questo movimento. L'Assemblea ha però rivendicato la sua forte politicità nel contrastare gli attuali provvedimenti e nell'inserire la propria azione in un processo di cambiamento.  La consapevolezza del suo agire politico si riscontra anche nel suo legare questa lotta ad un ragionamento più ampio che porta a riflettere sulla crisi del sistema economico mondiale e sui soggetti che ne pagheranno le conseguenze. L'istruzione pubblica non dovrà pagare colpe di altri.

Nonostante la probabile assenza del Ministro Gelmini a Torino, l'Assemblea, in concerto con tutto il mondo della scuola, ritiene importante mantenere tale data, martedì 28 ottobre,  come occasione per manifestare in maniera unitaria il proprio dissenso.

Il 30 ottobre l'Assemblea si impegna, inoltre, alla costruzione di un corteo cittadino favorendo la massima partecipazione della componente universitaria. In entrambe le date l'Assemblea ha espresso l'intenzione di utilizzare forme pacifiche di contestazione e manifestazione della propria contrarietà.

Vista la dimensione nazionale della protesta si è ritenuto necessario dare il via alla costruzione di momenti di coordinamento e condivisione tra i vari Atenei italiani.

La prossima Assemblea no-Gelmini è stata convocata al termine dell'iniziativa del 28.

Assemblea no-Gelmini

COMUNICATO ASSEMBLEA GENERALE DEGLI STUDENTI TORINO 22 OTTOBRE 2008


Oggi si è svolta nel cortile del Rettorato un' assemblea auto-convocata degli studenti e delle studentesse dell'Ateneo torinese alla quale hanno aderito migliaia di persone.

La decisione di auto-convocarla è seguita alla mancata convocazione da parte del Rettore dell'Assemblea generale d'Ateneo richiesta ufficialmente il 6 ottobre (nei 15 giorni a seguire) e, allo stesso tempo, dall'urgenza di un momento di coordinamento tra le varie Facoltà e le diverse componenti dell'università. All'assemblea hanno infatti partecipato studenti di ogni Facoltà e Dipartimento, ma anche docenti, ricercatori, dottorandi, biblio-cooperativisti e il personale tecnico amministrativo dell'università.

Durante l'Assemblea si sono fissate alcune date di mobilitazione unitarie e delle chiare richieste da porre all'attenzione dei più alti organi accademici.

L'assemblea ha rilanciato come prioritaria la costruzione di una giornata di mobilitazione per il 28 ottobre, giorno in cui è prevista la visita del Ministro Gelmini a Torino, che vedrà convergere tutto il mondo della scuola in un presidio serale davanti all'Unione Industriale.

Altra data di mobilitazione sarà lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre, nella quale si scenderà in piazza in maniera unitaria in un corteo cittadino.

Al termine dell'assemblea una delegazione è stata ricevuta dal pro-Rettore Sergio Roda, al quale è stato chiesto di uscire con un documento ufficiale per prendere posizione contro le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riguardo l'intervento della polizia nelle università in occupazione; di ribadire la contrarietà alla legge 133; di agevolare la partecipazione degli studenti in occasione degli appuntamenti succitati; di inserire nell'ordine del giorno del prossimo senato accademico la proposta di specificare nello Statuto d'Ateneo l'impossibilità di trasformazione dell'Università di Torino in fondazione privata.

Il pro Rettore si è assunto l'impegno a dare seguito alle proposte inoltrando una circolare ai presidi di Facoltà per agevolare la mobilitazione degli studenti i giorni 28 e 30 Ottobre; ha altresì confermato la sospensione dell'inaugurazione dell'anno accademico fissata per Dicembre; infine, ha accolto la richiesta di inserire la proposta di modificare lo Statuto d'Ateneo in sede di Senato Accademico.

Nonostante i segnali positivi giunti da questo incontro, l'Assemblea No Gelmini attende che le indicazioni date dal pro-rettore si traducano al più presto in azioni concrete. 

ASSEMBLEA NO GELMINI

mercoledì 22 ottobre 2008

COMUNICATO STAMPA DELL'ASSEMBLEA NO-GELMINI DEL 21 OTTOBRE 2008: Palazzo Nuovo occupato!


L'assemblea no-Gelmini riunitasi oggi 21 ottobre a Palazzo Nuovo, alla quale erano presenti circa un migliaio di studenti, dopo una partecipata discussione ha deciso l'occupazione di Palazzo Nuovo come forme di protesta per il ritiro della legge 133/2008 e del DL 137. Questa decisione si inserisce in un percorso di mobilitazione a livello nazionale e si pone come obiettivo quello di estendere il più possibile la partecipazione di tutto il mondo accademico. Per il momento, l'occupazione non comporterà l'automatico blocco della didattica. 

Altresì, l'Assemblea no-Gelmini richiede la sospensione della didattica per le giornate dal 28 al 30 ottobre per favorire la massima partecipazione possibile in occasione della paventata visita della Gelmini a Torino (28 ottobre) e dello sciopero generale della scuola (30 ottobre). 

A tutt'oggi l'Assemblea no-Gelmini propone le seguenti iniziative di mobilitazione: 

-invito alla prosecuzione delle lezioni all'aperto per dare visibilità alla protesta;
-auto-convocazione di un Assemblea Generale degli studenti e delle studentesse dell'Ateneo per domani 22 ottobre alle ore 14 nel cortile del Rettorato, a cui sono invitati anche i docenti, i ricercatori, il persona tecnico amministrativo e gli organi accademici;
- sostegno allo sciopero dei biblio-cooperativisti del 23 ottobre;
- una tavola rotonda nella serata di giovedì 23 ottobre nei locali di Palazzo Nuovo, nella quale ci sarà un confronto volto a coordinare la mobilitazione tra le varie realtà a tutti i livelli colpite dall'attacco all'istruzione pubblica (genitori, studenti e studentesse, insegnanti delle scuole elementari, docenti, ricercatori, dottorandi, personale ATA). 

Il 27 ottobre, l'Assemblea no-Gelmini parteciperà inoltre alla mobilitazione contrapposta all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico, la quale vedrà la presenza dell'ambasciatore italiano negli Stati Uniti. 

Torino, 21 ottobre 2008
Assemblea no-Gelmini

domenica 19 ottobre 2008

mercoledì 15 ottobre 2008

L'UNIVERSITA' TRASLOCA IN STRADA... ED E' SOLO L'INIZIO!

Torino, 15 ottobre 2008

Oggi sarà una giornata nazionale di mobilitazione dell'università e della scuola in generale. Anche l'Università di Torino si mobilita e... trasloca in strada! L' Assemblea No-Gelmini, riunitasi ieri a Palazzo Nuovo e che ha visto la partecipazione propositiva e determinata di almeno cinquecento studenti, ha pensato in occasione di questa scadenza, in collaborazione con i docenti, di spostare alcune lezioni all'esterno delle solite aule dell'università, scegliendo di organizzarle in strada. Questo è solo uno dei modi scelti per esprimere la nostra contrarietà alla contro-riforma Gelmini, che coinvolge per intero il mondo dell'istruzione pubblica, dalle elementari alle scuole medie inferiori e superiori, all'università e al mondo della ricerca.

In particolare, per quanto riguarda l'università, ci opponiamo fermamente al taglio del fondo di finanziamento ordinario previsto all'articolo 66, comma 13 (1 miliardo e 441, 5 milioni di euro in meno di 5 anni) e alla limitazione del turn over al 20% per il personale docente e tecnico-amministrativo (ovvero, un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti) sancita all'articolo 66 comma 7, limitazione che non consentirebbe il necessario ricambio del personale, la continuità di corsi di studio, di interi percorsi formativi e di branche dell'amministrazione, negando di fatto a molti lavoratori (precari) la possibilità di vedere il loro contratto rinnovato e negando l' accesso per i ricercatori (anch'essi precari) alla carriera universitaria.

Con altrettanta determinazione ci opponiamo poi al contenuto dell'articolo 16 della legge 133 (Facoltà di trasformazione in fondazione delle università), il quale sancisce in maniera chiara e definitiva la distruzione dell'università pubblica, prevedendo la possibilità per il Senato Accademico di decidere, con semplice votazione a maggioranza assoluta, di trasformare ogni singolo Ateneo in una fondazione di diritto privato.

Noi non ci riconosciamo nel modello di università che questa legge (che è il risultato di una tendenza che da anni investe il mondo dell'università e dell'istruzione in generale) vuole cucirci addosso. Continuiamo a credere nella libertà e pubblicità della didattica e della ricerca. Dietro questi provvedimenti è infatti palese il tentativo di adeguare il nostro sistema universitario e di ricerca a quello anglo-sassone (e americano) dell'università-impresa. Sistema in cui sono gli sponsor a decretare il valore e le potenzialità di ogni università in base alle loro esigenze di produrre profitto (non certo formazione...) e a decidere nel contempo se e quali rami della ricerca finanziare; sistema in cui regna un principio di concorrenza tra gli stessi poli universitari e in cui le rette sono talmente alte da impedirne a moltissimi l'accesso. Noi questo sistema non lo vogliamo!

Le lezioni all'aperto rappresentano solo un primo momento di mobilitazione utile soprattutto alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica per la loro immediata visibilità e acquistano importanza anche per il significato forte di ri-appropriazione degli spazi cittadini.

Numerose iniziative si succederanno nei prossimi giorni, per culminare in una giornata di mobilitazione generale di tutto il mondo della scuola pubblica della nostra città il 28 ottobre, data in cui è prevista la presenza della Gelmini a Torino e poi nello sciopero generale della scuola convocato per il 30 ottobre. 

Assemblea no-Gelmini

martedì 14 ottobre 2008

Comunicato dell'Assemblea No Gelmini del 14 ottobre


L'Assemblea no-Gelmini riunitasi oggi, 14 ottobre, nell'atrio di Palazzo Nuovo ha visto la partecipazione propositiva e determinata di circa 500 persone, studenti (provenienti da molte Facoltà dell'Ateneo), ricercatori, dottorandi e anche alcuni docenti. Dopo un intervento introduttivo, durante il quale si sono ulteriormente approfonditi i punti della legge 133/2008 concernenti l'università e del decreto legge Aprea (dl 137), si è poi passati alla fase propositiva. 

L'Assemblea no-Gelmini ha pertanto lanciato le seguenti iniziative: 

- domani 15 ottobre, giornata di mobilitazione della scuola a livello nazionale, lezioni all'aperto sotto la sede della RAI per rendere visibile il dissenso di studenti e docenti alla cittadinanza e ai media;
- si è ribadita la volontà (emersa anche oggi durante il Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche e di Psicologia) di chiedere la non inaugurazione dell'Anno Accademico, sostituendola con un' iniziativa forte di mobilitazione;
- di auto-convocare l'assemblea di Ateneo nel giorno del 22 ottobre, nel caso in cui il Rettore non la indica prima di tale data, come richiesto durante il presidio del 6 ottobre - una serata di informazione da organizzarsi il 21 ottobre, per coinvolgere gli studenti e riappropriarsi degli spazi universitari in vista dell'assemblea d'Ateneo;
- indizione, il 23 ottobre, di un' Assemblea cittadina che coinvolga tutti i settori della scuola e sensibilizzi l'opinione pubblica;
- in vista della visita della Gelmini a Torino all' Unione Industriale prevista per il 28 ottobre, si sono proposte diverse iniziative di protesta e di disturbo da realizzarsi in quella giornata;
-adesione allo sciopero generale della scuola previsto per il 30 ottobre 

Prossima assemblea no-Gelmini indetta per lunedì 20 ottobre alle ore 15,30 sempre nell'atrio di Palazzo Nuovo. 

Torino, 14 ottobre 2008 Assemblea no-Gelmini

venerdì 10 ottobre 2008

Comunicato dell'Assemblea No Gelmini

Questa mattina per le vie di Torino è sfilato il corteo indetto dagli studenti medi contro la riforma Gelmini che ha visto manifestare compatti anche circa due migliaia di universitari, tra ricercatori, lavoratori, docenti e studenti che da ormai due settimane sono in mobilitazione per per sensibilizzare e coinvolgere le facoltà dell'ateneo sulla legge 133। Al termine di un corteo che ha visto un'importante mobilitazione e protagonismo degli studenti medi, gli studenti universitari hanno indetto un'assemblea per avere un momento di valutazione della manifestazione e di discussione dei punti da affrontare nella prossima assemblea No Gelmini fissata per il 14 Ottobre 2008 alle ore 15:30 presso l'atrio di Palazzo Nuovo. Alla piena e partecipata presa di posizione contro i tagli del fondo di finanziamento ordinario, del blocco del turnover del personale docente e tecnico amministrativo al 20% e della possibilità di trasformazione degli atenei italiani in fondazioni private, l'assemblea ha espresso l'esigenza di avanzare nel proseguio della mobilitazione proposte concrete che possano definire le basi dalle quali partire per la costruzione di un'università altra. Un'ulteriore stimolo è venuto dagli studenti che hanno nuovamente evidenziato la necessità di incrementare la sensibilizzazione e l'informazione intorno ai contenuti della legge 133 e al decreto legge 137: tali sviluppi si configurano come una premessa irrinunciabile per rilanciare il lavoro dell'assemblea in occasione dei prossimi appuntamenti che coinvolgeranno capillarmente le facoltà dell'università torinese. Il 15 ottobre, infatti, vi sarà una giornata di mobilitazione nazionale in molti atenei italiani; il 28 ottobre il ministro Gelmini sarà a Torino; infine, la settimana che precederà lo sciopero generale della scuola promosso per il 30 ottobre, l'assemblea No Gelmini adotterà quelle forme di protesta che verranno decise e condivise in occasione dell'assemblea generale d'ateneo, di cui si attende tuttora una convocazione: qualora il rettore dell'università degli studi di Torino, il professor Pelizzetti, non dovesse convocarla entro quindici giorni dal presidio sotto il rettorato, verrà autoconvocata. I provvedimenti legislativi contro i quali l'assemblea tutta si è schierata rischiano di segnare un definitivo punto di non ritorno per l'università pubblica, per il diritto allo studio e per la democraticità degli atenei. Per questo l'Assemblea No Gelmini è decisa a non fermarsi fino a quando questo rischio non sarà diventato una minaccia evitata.

Assemblea No-Gelmini

martedì 7 ottobre 2008

10 ottobre, corteo studentesco!


Dopo la mobilitazione partecipatissima al presidio al rettorato del 6 ottobre, gli studenti e le studentesse dell'Assemblea No Gelmini aderiscono al corteo indetto dagli studenti medi, al quale parteciperanno con un loro spezzone universitario.

Appuntamento alle 8:30 a Palazzo Nuovo per le facoltà umanistiche,a Palazzo Campana per le facoltà scientifiche.

I due segmenti dell'università di Torino si ritroveranno poi in via Po, per proseguire insieme fino a piazza Arbarello, luogo del concentramento del corteo contro la legge 133 del ministro Gelmini.

lunedì 6 ottobre 2008

Comunicato stampa dell'Assemblea No Gelmini

 
Oggi, dalle ore 15, si è tenuto in Rettorato un presidio in concomitanza con la seduta del Senato Accademico, per chiedere dal più importante organo accademico una netta e inequivocabile presa di posizione contro la legge 133/2008. Il presidio è stato indetto dal Coordinamento dei ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo dell'Università e dall'Assemblea No-Gelmini, costituitasi il 22 settembre in seguito alla prima assemblea studentesca tenutasi a Palazzo Nuovo. 
Più di 500 persone hanno preso parte alla prima iniziativa di mobilitazione contro la legge 133, legge approvata il 6 agosto 2008 e che sancisce la possibilità di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato, tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario e il blocco del turn-over al 20%. 
Il Senato Accademico ha accettato la richiesta dei presidianti di ricevere una delegazione (composta da studenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e cooperativisti)  durante la seduta. La delegazione ha chiesto al Senato l'indizione, nel più breve tempo possibile, di un'Assemblea generale d'Ateneo - con sospensione della didattica- , la non inaugurazione dell'anno Accademico e di esprimersi contro la possibilità di trasformazione in fondazione dell'università. Il Senato ha accolto le richieste presentate, esprimendosi a favore di un università pubblica, garantendo a breve la convocazione di suddetta Assemblea e accogliendo la richiesta di non inaugurazione dell'Anno Accademico. 

Il presidio si è poi quindi mosso in corteo fino a Palazzo Nuovo, passando dalla centralissima via Po, in modo tale da dare più visibilità alla mobilitazione. Gli studenti dell'Assemblea no-Gelmini sono poi entrati a Palazzo Nuovo dove si è svolto un rumoroso corteo interno che ha invitato gli studenti nelle aule alla partecipazione e che si è concluso con un'assemblea organizzativa e auto-convocata nell'atrio, nella quale si sono fatte alcune considerazioni sulla giornata e si è ribadita l'importanza della scadenza del 10 ottobre, giornata di manifestazione indetta a livello nazionale dagli studenti delle scuole superiori e alla quale l'Assemblea no-Gelmini riunitasi il 29 settembre ha deciso di aderire costruendo uno spezzone universitario. 
Assemblea no-Gelmini
Di seguito ribadiamo gli appuntamenti:

10 ottobre, manifestazione studentesca, appuntamento
-ore 8.30 davanti a Palazzo Nuovo per le Facoltà Umanistiche
-ore 8.30 davanti alla Facoltà di Fisica (via Pietro Giuria 1) per le Facoltà Scientifiche

14 ottobre, ore 15.30 Assemblea no-Gelmini nell'Atrio di Palazzo Nuovo

Assemblea No Gelmini

PER UN'UNIVERSITA' LIBERA E PUBBLICA! CONTRO LA “CONTRORIFORMA GELMINI”!

...il Senato Accademico mostri le sue carte...

Dopo i 40'000 che han sfilato in corteo sabato pomeriggio, sarà ben più difficile ignorare o tentare di recintare una protesta che, dalle scuole materne fino all'università, sta prendendo piede oramai in tutt'Italia. Una trasversalità di interessi che pesca nel quotidiano di ognuno, nei diritti come nelle esigenze, e che pone le condizioni per una mobilitazione importante contro la legge 133. 

Studenti ricercatori docenti lavoratori dell'università di Torino stanno mettendo in piedi una resistenza forte e unitaria contro l'atto definitivo di dismissione dell'università pubblica, contro il tassello conclusivo che porterebbe il mosaico costruito nell'ultimo decennio ad una rappresentazione devastante per la formazione e la ricerca, per i soggetti che attraversano l'università oggi e per coloro che un giorno vorrebbero. Il disegno legislativo portato avanti dal governo Berlusconi non è però in contraddizione con il percorso segnato dalle direttive date dai precedenti governi (di ogni colore) e dall'Europa. Un grande cilindro di convergenza, volto allo svuotamento dell'università pubblica, marcato dalle (interessate) domande di privatizzazione. Non è certo un caso aver visto, fin dalle discussioni delle precedenti riforme, la Confindustria come primo attore richiedente la trasformazione in fondazioni, l'entrata dei privati nei consigli d'amministrazione, la perdita del valore legale dei titoli... Il profitto, l'addestramento della forza-lavoro necessaria come cardini del processo di ristrutturazione dell'università... questi i nuovi “vergini cardini” dell'università italiana? 

Lo smantellamento dell'università, la via della trasformazione in fondazioni, corre anche su altri binari, strettamente interdipendenti in un sistema università già abbastanza pervaso dal processo di aziendalizzazione della formazione e di privatizzazione di sue branchie. Il blocco del turnover al 20% previsto per docenti (quindi anche ricercatori) e lavoratori, il taglio di 1 miliardo e 441 milioni di euro per i prossimi 5 anni al fondo di finanziamento ordinario, seguono il ragionamento di svuotamento, di disinvestimento nell'università pubblica, per render ancor più agevole il passo successivo. Un'università ridotta in macerie, nella quale a restare in piedi rimangono solo i sedicenti centri d'eccellenza, sarà ben più malmeabile nella presa della via italiana al modello anglo-americano... 

Da almeno due settimane l'Assemblea No Gelmini, insieme alle altre componenti universitarie, si sta muovendo nella direzione di un'opposizione netta alla “controriforma Gelmini”, praticando il “blocco della prima ora” in decine di corsi, mantenendo una presenza quotidiana nell'atrio di Palazzo Nuovo, muovendosi tra assemblee nelle facoltà e coordinamenti allargati. Si stanno gettando le basi per una mobilitazione determinata contro la legge 133, battaglia che percorrerà tutto l'autunno che viene. Due i piani su cui battersi: uno nazionale, per il ritiro della legge 133, uno locale, per l'impedimento della trasformazione in fondazione dell'università di Torino. 
Quest'oggi in rettorato, necessitiamo di una risposta, di una presa di posizione non velleitaria dell'università di Torino, del suo massimo organo, il Senato Accademico. Prendiamo atto della delibera contro il turnover e contro i tagli fatta dal Senato, lo stesso facciamo con le recenti parole del rettore Pelizzetti sulle sue “intenzioni non privatizzatrici”. Ma oggi è arrivato il tempo dei fatti, delle chiare iniziative di posizione, compatibilmente con lo stato di agitazione che corre lungo l'ateneo torinese. Quindi, come stabilito unitariamente all'ultima riunione del Coordinamento Unito, racchiudente tutti i soggetti dell'università degli studi di Torino, sollecitiamo il rettore Pelizzetti ed il Senato Accademico: 

- a convocare nelle prossime settimane un'assemblea d'ateneo che permetta a tutti i soggetti universitari di informarsi ed attivarsi contro la legge 133/2008;
- ad annullare l'inaugurazione dell'anno accademico 2008/2009 in segno di protesta, seguendo la richiesta che arriva dall'appello a cui stanno firmando tantissimi docenti e ricercatori;
- a deliberare a favore di un'università libera e pubblica, che sia messa nelle condizioni di poter avere le risorse necessarie per la formazione e la ricerca, rifiutando quindi le prospettive povere date dalla legge 133 e dalla possibilità di trasformazione in fondazione. 

Il presidio di quest'oggi è solo il primo dei momenti di contestazione che l'Assemblea No Gelmini vivrà, partendo dal corteo indetto dagli studenti medi del 10 ottobre, a cui parteciperemo con uno spezzone universitario, continuando con la giornata di mobilitazione nazionale del 15 ottobre.

Assemblea No Gelmini